I sogni, a volte, diventano realtà. Per informazioni chiedere a Vacherot, modesto tennista numero 204 del mondo che fino a poche settimane fa era un illustre sconosciuto. Oggi invece è sulle prime pagine dei quotidiani sportivi, dopo la straordinaria impresa che l’ha portato a conquistare lo scettro dei Masters 1000 di Shanghai, un risultato sul quale nessuno avrebbe scommesso un solo euro.
Vacherot, invece, ha saputo aspettare la sua occasione e a 26 anni ha ottenuto un risultato tanto straordinario quanto inatteso. Eppure il suo mentore, Steve Denton, gli aveva predetto che sarebbe esploso tra i 26 e i 28 anni. Denton è stato un buon profeta, poiché proprio a 26 anni il monegasco ha vinto il suo primo trofeo contro il cugino Rinderknech.
Vacherot-Rinderknech, il film della partita
Ci sono volute 2 ore e 15 minuti per decretare il nuovo e inaspettato re di Shanghai, in una partita molto combattuta e condizionata, un po’ come tutto il torneo, dalle condizioni climatiche estreme.
Eppure il match non era iniziato nel migliore dei modi per Vacherot, che ha subito nel primo set il gioco del cugino, preciso al servizio e apparso più spumeggiante. Il francese ha vinto il primo set per 6-4, ma nel secondo set è salito in cattedra Vacherot.
Tutto è cambiato all’ottavo game del secondo set, quando Vacherot ha iniziato ad aumentare il ritmo. Rinderknech con un ace ha annullato la prima palla break, ma successivamente Vacherot ha conquistato il break con uno straordinario lungolinea di rovescio, tenendo poi sempre il servizio e conquistando il secondo set per 6-3.
All’alba del terzo set Vacherot ha cavalcato l’onda dell’entusiasmo, piazzando subito un break che si è rivelato decisivo. Rinderknech ha infatti accusato qualche problema fisico e non ha avuto la forza di contrastare il cugino, che ha condotto in porto il terzo set imponendosi per 6-3. Al termine del match Vacherot è esploso in lacrime, applaudito dal suo idolo Federer giunto a Shanghai per assistere ad una delle finali più imprevedibili e sorprendenti di sempre.
I record di Vacherot
Vacherot con quest’impresa ha messo a segno una serie di record. È diventato il campione Masters 1000 con il ranking più basso della storia, addirittura numero 204, proveniente direttamente dalle qualificazioni. Prima di lui ci erano riusciti solo altri due: Carretero ad Amburgo nel 1996 e Portas, sempre ad Amburgo, nel 2001. Record stracciati anche in termini di premi: il monegasco ha vinto ben 1,1 milioni di dollari, cioè il doppio di quanto guadagnato fino ad ora in carriera.
Ma le belle notizie per Vacherot non finiscono qui: da numero 204 del mondo, il monegasco balza al numero 40, raggiungendo il miglior ranking della sua carriera. Il 26enne è stato bravo e fortunato a cogliere un’occasione più unica che rara, poiché molti top sono caduti in preda ai crampi o sono stati costretti ad alzare bandiera bianca a causa delle condizioni climatiche estreme. Questo però non scalfisce minimamente la stupefacente impresa di Vacherot, ora starà a lui dimostrare che non è una meteora, ma che è nata una nuova stella nel firmamento del tennis mondiale.
