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Il trono di Londra parla ceco: Linda Noskova è la nuova regina di Wimbledon

Linda Noskova Wimbledon

Se il tennis fosse una scienza esatta, Linda Noskova avrebbe sollevato il Venus Rosewater Dish poco dopo le cinque del pomeriggio, ora di Londra.

Ma il tennis, specialmente sui prati sacri dell’All England Club, è una disciplina che si nutre di dramma, risvolti psicologici e improvvisi cortocircuiti emotivi. Alla fine, dopo due ore e 27 minuti di una battaglia totale, la ventunenne di Vsetín ha piegato la connazionale Karolina Muchova con il punteggio di 6-2, 5-7, 6-3, iscrivendo il proprio nome nell’albo d’oro e confermando l’incredibile egemonia della scuola ceca (tre campionesse diverse nelle ultime quattro edizioni).

Un successo storico che lancia Noskova per la prima volta in Top 10 (sarà numero 7 da lunedì) e che porta con sé un carico emotivo enorme, con una dedica bagnata dalle lacrime e rivolta alla madre scomparsa.

Il piano tattico: l’esplosività di Linda contro la varietà di Karolina

La vigilia presentava un contrasto stilistico affascinante. Da una parte la freschezza e la pulizia d’impatto di Noskova, dall’altra le variazioni repentine, i back di rovescio e le transizioni in avanti di Muchova.

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Nel primo parziale non c’è stata partita. Noskova è entrata in campo con le idee chiarissime: aggredire la seconda di servizio di Muchova per toglierle il tempo di organizzare il suo tennis geometrico. Con un rovescio lungolinea chirurgico e una pressione costante da fondo, la classe 2004 ha strappato il servizio all’avversaria al quarto game, volando rapidamente sul 4-1 e chiudendo il set sul 6-2. Muchova è apparsa rigida, fallosa con il dritto in avanzamento e incapace di arginare la profondità dei colpi della connazionale.

Il dramma del secondo set: 5 match point evaporati

Il secondo parziale è destinato a rimanere nella storia recente del torneo femminile. Noskova ha continuato a spingere sull’acceleratore, issandosi fino al 5-3 e guadagnandosi ben tre match point consecutivi (0-40) sul servizio di Muchova. Qui è uscita fuori la natura da combattente indomita di Karolina. Sostenuta dal pubblico del Centrale, ha annullato le tre chance con coraggio (sigillando il game ai vantaggi con un ace), e ne ha cancellate altre due nel game successivo.

In quel momento l’inerzia psicologica è completamente girata. Noskova ha iniziato a sentire il peso del traguardo, irrigidendosi al servizio e subendo il rientro di Muchova. Con un parziale di quattro game consecutivi, la ventinovenne più esperta ha completato la remuntada per 7-5, sfruttando un magnifico pallonetto per mandare la sfida al terzo set.

Punti chiave del blackout nel 2° set:
- Braccino da traguardo: Noskova dal 5-3 (0-40) smarrisce la prima di servizio.
- Resilienza Muchova: 5 match point annullati variando le traiettorie e usando il back per spezzare il ritmo.
- Fatica fisica: Lo sforzo profuso per rientrare costerà caro a Muchova nel set decisivo.

La reazione da campionessa e il trionfo nel terzo set

La vera grandezza di Linda Noskova si è vista all’inizio del terzo set. Molte giocatrici avrebbero subito il contraccolpo psicologico dopo aver sprecato occasioni simili in una finale Slam. La ventunenne ha invece resettato tutto immediatamente. Ha strappato il servizio a Muchova nel secondo game, ha annullato una pesantissima palla del controbreak in un terzo game-fiume durato diversi minuti, e si è involata sul 3-0.

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Muchova, esausta per lo sforzo fisico ed emotivo speso nel secondo parziale, ha provato a rimanere aggrappata con il servizio, ma la freschezza atletica di Noskova ha fatto la differenza. Linda ha gestito i successivi turni di battuta con insospettabile maturità, chiudendo l’incontro a 15 nel nono game per il 6-3 finale.

Il nuovo assetto del circuito WTA

Questo Wimbledon ridisegna in modo netto la geografia della Top 10 mondiale:

  • Aryna Sabalenka mantiene la vetta (8.550 punti) insidiata da Elena Rybakina (8.143).
  • Crolla Iga Swiatek (8.539), che scivola all’ottavo posto non avendo difeso il titolo.
  • Le due ceche compiono un balzo verticale: Muchova sale al numero 6 e Noskova debutta al numero 7.
  • Sorride anche il tennis italiano: nonostante l’eliminazione ai quarti contro Kostyuk, Jasmine Paolini guadagna due posizioni ed è la nuova numero 15 del mondo.

Noskova ha dimostrato di avere non solo i colpi da erba per dominare, ma soprattutto la corazza mentale per resistere a una tempesta agonistica che avrebbe travolto chiunque. Il circuito WTA ha una nuova, meritatissima regina.

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