Mentre Jannik Sinner continua la sua marcia sui prati di Church Road a caccia del bis Slam dopo il trionfo dello scorso anno, gli ottavi di finale di Wimbledon 2026 mettono sul cammino del numero uno del mondo un avversario inedito, affascinante e dalle mille storie da raccontare: Shintaro Mochizuki.
Se per il grande pubblico il nome del ventitreenne giapponese può sembrare una sorpresa dell’ultima ora, per gli addetti ai lavori Mochizuki rappresenta il ritorno di un talento purissimo che sembrava essersi smarrito nei meandri del circuito minore.
Il Re di Wimbledon Junior (davanti ad Alcaraz e Musetti)
Nato a Kawasaki il 2 giugno 2003, Shintaro Mochizuki ha vissuto un’adolescenza da predestinato. Cresciuto tennisticamente nella celebre IMG Academy in Florida, nel 2019 ha conquistato il titolo di Wimbledon Junior, diventando il primo giapponese della storia a vincere uno Slam Under 18 e arrampicandosi fino al numero 1 del ranking mondiale di categoria.
Per capire lo spessore di quel periodo, basti pensare che alle sue spalle orbitavano coetanei del calibro di Lorenzo Musetti e soprattutto Carlos Alcaraz, che Mochizuki batté persino alle Finals Junior di quell’anno. Nello stesso autunno, un mostro sacro come Roger Federer lo scelse come sparring partner d’eccezione alle ATP Finals di Londra, riempiendolo di elogi e dispensando consigli che Shintaro custodisce ancora gelosamente. Gli esperti dell’epoca, impressionati dal suo tempismo, lo paragonavano a Fabrice Santoro per la spiccata sensibilità di tocco e l’abilità geometrica nel coprire il campo.
La crisi e la resurrezione sui prati londinesi
Il passaggio dai tornei giovanili al circuito dei “grandi” si è rivelato però un vicolo cieco. Mancanza di potenza fisica, pressioni enormi e la dura realtà dei circuiti Challenger hanno frenato bruscamente la sua ascesa. Basti pensare che tra la fine del 2025 e la prima metà del 2026, il giapponese ha vissuto una crisi nera, collezionando appena 6 vittorie a fronte di ben 23 sconfitte.
Poi, la magia di Wimbledon ha riacceso la scintilla. Partito dalle qualificazioni a Roehampton, Mochizuki ha ritrovato quel tennis d’anticipo e quella sensibilità che l’erba esalta naturalmente. Pur non avendo campi in erba in Giappone, Shintaro ha sempre dichiarato un amore viscerale per questa superficie. Nel tabellone principale ha superato prima Basing, poi Quinn e infine ha completato una splendida rimonta in quattro set contro la promessa spagnola Rafa Jódar, regalandosi la prima, storica seconda settimana in uno Slam.
Che partita dobbiamo aspettarci? Tattica e insidie
Sulla carta non ci sono precedenti nel circuito maggiore e Jannik Sinner parte ampiamente favorito. La potenza, la continuità da fondo e la solidità mentale dell’azzurro sono di un’altra categoria. Tuttavia, il numero 1 del mondo ha predicato massima prudenza nelle interviste della vigilia:
“Mochizuki è un giocatore molto pericoloso su questa superficie. Sa muoversi bene, anticipa la palla e sta giocando con la mente libera di chi non ha nulla da perdere.”
- Il gioco di Mochizuki: Non aspettatevi un bombardiere. Il giapponese gioca un tennis molto “unorthodox”: variazioni, discese a rete, anticipi esasperati per togliere il tempo e l’uso di tutti e quattro gli angoli del campo.
- Il fattore fatica: Arrivato agli ottavi partendo dalle qualificazioni, Mochizuki è già al suo settimo match complessivo a Londra. Se Sinner riuscirà a imporre scambi lunghi e asfissianti fin dall’inizio, il gap fisico potrebbe farsi sentire molto presto.
Per il giapponese sarà il match della vita sul palcoscenico più prestigioso del mondo. Per Sinner, l’ennesimo esame di maturità da numero uno per blindare il pass verso i quarti di finale (dove troverebbe uno tra Hurkacz e Struff) e continuare a difendere la corona del re di Londra.
